
Nei giorni scorsi il quotidiano locale Il Secolo XIX, molto attento a quanto avviene a Voltri ed accanito lettore de Il Voltrese, ha pubblicato un articolo sulla Gronda e sugli effetti che questa avrebbe sulla Villa Duchessa di Galliera.
Secondo il quotidiano di piazza Piccapietra, il progetto, modificato risparmierebbe il parco. L’uso del condizionale è d’obbligo visto che Il Voltrese ha più volte mostrato il progetto della Gronda e l’impatto che avrebbe sul Parco della Villa.
La costruzione di una enorme galleria, nel cuore del Parco, con il taglio di alberi e il contorno di enormi automezzi che passano dentro la struttura sottoposta a vincolo paesaggistico, non riusciamo proprio a vederla come una conquista e, men che meno, uno “scampato pericolo”.
Forse il quotidiano genovese è in possesso di un nuovo progetto che non è ancora stato mostrato ai genovesi e tantomeno al Municipio VII Ponente.
Non a caso il neo eletto consigliere municipale, Matteo Frulio, ha risposto sulle pagine del suo blog all’articolo de Il Secolo XIX. Ecco il testo del suo intervento:
I processi sembrano immediati, ma sono stati lunghi e, per una volta, l’istituzione comunale e Autostrade sono state ad ascoltare alcune direttive e problematiche rilevate dalle nostre associazioni.
Ci siamo posti questo problema: “pur essendo buona parte di noi contrari (parlo del Consiglio Direttivo degli Amici della Villa), poniamoci anche il problema dell’eventuale approvazione del progetto e di come dovremmo affrontarlo”. Questo ci ha portati ad intervenire in maniera pragmatica, sperando in una cancellazione, ma coscienti di una possibile approvazione. Riscontrate le stesse necessità anche da parte del Municipio, sono stato convocato con Autostrade (ben prima prima di essere eletto) per discutere del problema relativo alla possibile distruzione della valletta del Leone per la realizzazione di una galleria proprio nel mezzo di quella zona storica.
Mi ero permesso di delineare l’importanza storica del sito, e di evitare che venissero abbattuti in un sol colpo Latteria, Grotta del Leone e Grotta dell’Eremita. Con me erano anche Mauro Avvenente e l’ex Assessore Pietro Milite, che hanno confermato le nostre istanze. Dopo qualche mese compariva un ulteriore progetto dove venivano soddisfatte le nostre richieste. L’ingresso era stato mutuato con soluzioni di ingegneria naturalistica atte a ricostruire il versante collinare. Inoltre il raggio della rampa d’accesso era stato ridotto in maniera tale da riuscire ad evitare la distruzione dei manufatti. Un ottimo risultato, anche se una galleria verrà comunque fatta, ma quasi non se ne accorgerà nessuno.
Personalmente ho ancora molte perplessità, ma staremo a vedere cosa risponderà il Ministero. Di sicuro, qualora si decidesse per farla, avremo comunque evitato lo scempio del nostro amato parco”
Potete leggere l’articolo de Il Secolo XIX qui : http://www.ilsecoloxix.it/QueryResult


