Categorie: Cronaca, politica, Territorio


Dubbi e perplessità sul traffico ferroviario in partenza ed in arrivo al VTE di Voltri. Li esprime, con una interpellanza al Comune di Genova, il consigliere Antonio Bruno, capogruppo della Federazione della Sinistra.
Ecco il testo della interpellanza:

Interpellanza sulla funzionalità del nodo ferroviario di Genova
premesso che
- Sono attualmente in corso i lavori da Voltri a Brignole Terralba del Riassetto del Nodo di Ge., opera totalmente finanziata da RFI per un importo di circa 600 milioni di Euro.
- Questa opera ha lo scopo primario di utilizzare la Bretella Voltri – Borzoli, costruita negli anni novanta con una spesa di 400 miliardi di vecchie lire e mai utilizzata.
- Questa opera fu costruita per dotare il porto di Voltri di una infrastruttura ferroviaria per il trasporto dei contenitori, ma per il fatto che da Borzoli invece di collegare questa bretella con la linea di valico di Mignanego le FS preferirono, con minor spesa, collegarla con la linea di Ovada, nessun treno del Porto di Voltri ha mai percorso tale linea, trovando più comodo la tratta Samp. – valico di Mignanego.
- con il nuova tratto di linea previsto dal Nodo che va da Borzoli a Samp. sarà possibile alleggerire e razionalizzare il traffico lungo la linea litoranea e aumentare così la capacità del servizio ferroviario metropolitano. Ciò a dire che i treni passeggeri da e per Savona – Ventimiglia percorreranno il nuovo tracciato Voltri – Borzoli – Samp. mentre la vecchia linea litoranea sarà utilizzata per un servizio di tipo metropolitano con gli opportuni cadenzamenti. Inoltre saranno realizzate nuove banchine passeggeri nei punti e località previste o richieste dall’utenza.
A questo punto sorge però una domanda importante: dove passeranno i treni merci del Porto di Voltri?
Tenuto conto che i treni merci provenienti dal Porto di Voltri, se inoltrati nella nuova tratta Voltri – Borzoli – Sampierdarena implica il fatto che a Sampierdarena il treno dovrà subire un cambio di trazione testa – coda da parte del locomotore, quindi ripartire per il valico di Mignanego o di Ponte X, con un inspiegabile disagio ed aumento di costi e tempi del trasporto.
Sottolienato come uesta situazione deriva dal fatto che la bretella Voltri – Samp non è stata collegata a salire verso il nord con la linea di valico esistente.
Sottolineato inoltre come, negli anni 90 le FS avevano previsto tale collegamento chiamato bivio Lastrego (autofinanziato), ma poi tutto fu accantonato quando si parlò di terzo Valico (finanziato dallo Stato Italiano) con la giustificazione FS che la realizzazione del Terzo Valico risolverebbe tali problemi di percorso. Situazione reale , ma con l’inconveniente che il Terzo Valico ha tempi di realizzazione di 10 – 15 anni destinati probabilmente ad aumentare per l’opposizione della popolazione e la possibile mancanza dei finanziamenti considerato il costo elevato dell’opera (6,3 miliardi di euro), allontanando in un futuro indefinito il problema dei treni merci diretti al nord in tempi brevi.
Considerato che l’utilizzo , come è in essere oggi, della linea litoranea, dove c’è l’ipotesi del servizio metropolitano, diventa molto critico per il fatto che a Sampierdarena i treni merci per il Nord attraversano a raso i binari metropolitani provocando una sensibile diminuzione di capacità della linea a discapito proprio del servizio passeggeri.
Impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi affinchè venga realizzato prioritario il collegamento dalla bretella Voltri – Borzoli – Sampierdarena verso il valico dei Giovi in contemporanea con i lavori del Nodo partendo dal fatto che a Borzoli sono già previsti gli imbocchi per un tratto di circa 350 m a servizio del futuro Terzo Valico. Questi imbocchi , a parere nostro, dovrebbero essere portati e collegati con la tecnica del “salto del montone” alle linee di valico.
Riteniamo pertanto indispensabile un ripensamento verso questa soluzione che ha la sola priorità di reperire i finanziamenti necessari, comunque di gran lunga inferiori a quelli per il terzo valico.

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