Le Ferrovie dello Stato “snobbano” l’invito del Municipio Ponente e il presidente, Mauro Avvenente si infuria e minaccia, assieme agli altri consiglieri, di scendere in piazza per bloccare i lavori per la costruzione della nuova stazione di Voltri e della fermata della metropolitana leggera.
Una serata piuttosto movimentata quella del 21 dicembre quando, in piazza Gaggero, si è tenuto l’ultimo consiglio del 2011.
Ospiti attesi l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria, Enrico Vesco e le Ferrovie dello Stato.
All’ordine del giorno la necessità di capire cosa stia avvenendo a Voltri, tra cantieri in ritardo, progetti “misteriosi” e tanta, tanta confusione.
Ad accendere le micce è stato l’ultimo numero de Il Voltrese che ha evidenziato un errore progettuale rilevante (l’impossibilità di demolire l’ex magazzino delle merci) e la demolizione della barriera anti-rumore che sta facendo perdere il sonno a molti residenti.
Ma i dubbi sull’intero progetto sono aumentati a dismisura quando ha iniziato a circolare per il quartiere la voce che i Voltresi diretti ad Arenzano dovranno recarsi a Prà per prendere il treno (se ne parlerà sul prossimo numero de Il Voltrese) e che le Ferrovie non intendono lasciare libero uno spazio adeguato alla costruzione dell’atteso “punto di interscambio” tra autobus, pullman e metropolitana leggera.
Per dirimere la questione una volta per tutte il presidente Avvenente ha convocato la riunione del Municipio ed ha invitato Ferrovie e assessore Vesco.
Una prima data era stata rinviata per consentire la partecipazione di Ferrovie e così è stata grande l’amarezza nel constare che anche la sera del 21 dicembre nessuno si era presentato.
Mauro Avvenente è andato su tutte le furie e, insieme a lui, i consiglieri dei vari raggruppamenti, pur con molte varianti sul grado e sul “tipo” di rabbia.
Il “gran rifiuto” di Ferrovie e l’assenza dell’assessore Vesco (pur giustificata dalla presenza a Roma per questioni inerenti il trasporto pubblico locale) non è stato gradito dai rappresentanti dei Cittadini.
Alla riunione erano presenti si e no una decina di persone tra il pubblico, in gran parte giornalisti di giornali locali, ed alcuni cittadini particolarmente attenti alle vicende voltresi come Andrea Boccone.
Davvero un “risultato” deludente per una assemblea che, sulla carta, avrebbe dovuto rivelare il futuro di gran parte dei trasporti di Voltri.
Nel corso della riunione si è dichiarato che, all’offesa di Ferrovie, il Municipio risponderà per le rime e che, se ancora l’ente non si dimostrerà attento alle esigenze dei Cittadini, il Municipio guiderà una vera e propria “rivolta” che certamente condurrà al blocco dei lavori.
Dichiarazioni forti da parte del presidente Mauro Avvenente ma che, purtroppo, fanno da sfondo ad una situazione che, a guardarla da Cittadino Voltrese, suscita incredulità e persino rabbia.
Nel corso della riunione, infatti, è stato chiarito che nessuno, al Municipio, ha mai visto il progetto “finale” dei lavori che vengono realizzati e che nessuno può dire con certezza se i binari arriveranno e dove e quale impatto avrà la costruzione sul quartiere.
Mentre si può discutere sul “potere” del Municipio, certamente troppo lieve per decidere alcunché di importante, non si può scherzare sulla gravità del fatto che, nei fatti, l’organo rappresentativo più vicino ai Voltresi, quello che territorialmente ha il “polso” della situazione, non ha avuto il modo (o l’impegno) di andare “oltre” il proprio ruolo e chiedere ad Enti ed Istituzioni che invece il potere lo hanno e lo esercitano, di farsi mostrare i progetti per quello che sono e non per quello che “si è sentito dire”.
Una clamorosa sconfitta per il Municipio ed una delusione per chi, quella sera, era tra il pubblico e ha dovuto udire, con le proprie orecchie, l’assessore Milite che dichiarava che “gli appalti sono già stati fatti” pur ammettendo di non aver idea di cosa verrà costruito.
Certamente su una cosa il presidente Avvenente ha ragione da vendere: “o il Municipio viene dotato dei  poteri decentrati che gli consentono di operare in relativa autonomia per risolvere i problemi dei cittadini, oppure è giusto che vengano cancellati tutti gli enti decentati come, appunto, i Municipi”.

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