[Dal numero di Maggio de Il Voltrese]
Avviamo in questo numero una serie di “confronti” tra due quartieri apparentemente uguali, per cittadinanza e voto ma che, a bene vedere, sembrano lontani anni luce.
Confronteremo la qualità della manutenzione e il numero dei lavori pubblici eseguiti su istanza del Municipio.
Andremo a curiosare tra le voci di spesa che riguardano i vari quartieri che fanno capo alla medesima struttura territoriale per verificare se, davvero, un Cittadino di Pegli viene trattato allo stesso modo di un suo concittadino che risiede a Voltri o a Prà.
Il Voltrese crede che sia doveroso che le strade ed i marciapiedi di Pegli siano trattati allo stesso modo, e con la medesima cura e spesa, di quelli di Voltri e crede che non debbano esistere trattamenti discriminatori, qualunque sia il motivo che dà origine ad una disparità di trattamento.
Naturalmente la Redazione de Il Voltrese chiederà aiuto ai Voltresi (ma anche agli abitanti di Prà e della stessa Pegli) per iniziare insieme un percorso di verifica e controllo che sta alla base di tutte le democrazie compiute.
Fanno infatti discutere i lavori per le asfaltature in Via Camozzini, ma fanno ancora più riflettere i diversi materiali ed arredi che, contemporaneamente sono utilizzati per gli stessi interventi presso il monumento di Garibaldi a Pegli.
Nel mese di aprile, alcune segnalazioni al Voltrese hanno portato all’attenzione una differenza sostanziale e materiale tra i lavori eseguiti per le due realtà. Pur con l’asfaltatura nuova alcuni Voltresi si sono chiesti come mai nell’altra delegazione ponentina uno stesso marciapiede venisse rifatto con materiale lapideo e finiture di pregio. Fanno discutere anche gli inserimenti degli arredi e dissuasori. Da tempo infatti a Pegli vengono installati paletti in ghisa, antichizzati con lo stemma del Comune di Genova, mentre in Via Camozzini ci si deve accontentare di antiestetici paletti dipinti di bianco e rosso per segnalarne la presenza.
Anche la realizzazione della passeggiata, come noto, fa storcere il naso, evidenziando come la scelta dei materiali sia in effetti discriminante. La nuova Arena degli Artisti, sorta per mitigare l’impatto del depuratore di Pegli è stata realizzata con possenti opere in muratura, granito rosa e decorazioni in maiolica decorata a mano da artisti locali. A Voltri una passeggiata leggera, in legno, con tutti i problemi manutentivi che tutti conoscono.
Differenze sostanziali che hanno fatto sorgere qualche domanda maligna – come ad esempio sulla composizione del Municipio che vede eletti “solo” tre Voltresi e la solita querelle tra le delegazioni del ponente. Campanilismo o richiesta di pari trattamento che sia, pare evidente che la situazione sia in effetti paradossale, ancorchè gli interventi sono stati eseguiti a pochi mesi di distanza.
In effetti il materiale di pregio utilizzato per lastricare i marciapiedi a monte dell’Aurelia a Pegli risulta molto differente dalle colate d’asfalto voltresi.
La situazione invece non è molto differente per ciò che concerne il verde pubblico, se escludiamo i parchi, la situazione manutentiva non è sicuramente delle migliori. A Pegli le aree meglio tenute sono affidate a privati che curano, ormai da anni, allestimenti temporanei e la cura di piante esotiche presenti sulla passeggiata. Il resto lascia a desiderare a cominciare dalle aiuole di Piazza Bonavino, le cui decorazioni floreali non sono più presenti da ormai diversi anni.
La situazione a Voltri non è delle migliori. Piazza Lerda, con la scelta criticabile di estendere il roseto a tutta la superficie dell’aiuola non consente la manutenzione interna, difficilmente raggiungibile. Un tempo i giardini erano estremamente semplici con la presenza sempreverde della dicondra, asportata per fare posto al nulla. Ai tempi dell’inaugurazione della Piazza era stato presentato un secondo lotto comprendente il totale rifacimento dei giardini, divenuti ormai piccionaia e talvolta ritrovo notturno di ubriachi e non solo, ma non se ne fece nulla. Non da ultimo la caduta notturna di un grosso ramo nei Giardini Piccardo ha messo in discussione la presenza dei famigerati pini al di sopra di una piattaforma che copre la galleria ferroviaria. Almeno nella manutenzione del verde il municipio si ritrova unito, sfortunatamente solo negli aspetti negativi della gestione della cosa pubblica.


