Intervista a Roberto, responsabile della carità nella comunità
A Voltri c’è una comunità di frati che aiuta le persone più bisognose. Questi religiosi operano quotidianamente presso la parrocchia degli Angeli e offrono un gran numero di servizi a chiunque bussi alla loro porta. Queste persone rappresentano una speranza per i più poveri, in questo mondo sempre più egoista, dove questa crisi sembra aver prosciugato i cuori, oltre che i portafogli.
Per avere un’ idea del grande e difficile impegno di queste persone siamo andati a trovare Fra Roberto, colui che coordina le opere di carità, che ci ha spiegato come opera concretamente la sua comunità.
Quali sono le categorie di persone che la vostra comunità aiuta?
“Noi aiutiamo, nel limite delle nostre possibilità, tutte le persone che vengono a chiederci aiuto. Principalmente si tratta di senza fissa dimora, persone che pur avendo una casa hanno problemi perché sono disoccupate, o stranieri, in particolare quelli senza diritto di soggiorno che sono completamente ignorati dallo stato”.
Che tipo di servizi offrite ai bisognosi?
“Offriamo prima di tutto un servizio mensa giornaliero per il pranzo, e il giovedì anche per la cena. In questo momento ospitiamo a dormire una famiglia africana che ha problemi di ambientamento e altre due persone che altrimenti non saprebbero dove passare la notte. A Voltri ci è stato donato un appartamento da un benefattore, dove possiamo ospitare famiglie sfrattate. Altri servizi sono le docce, la raccolta di generi alimentari, il taglio dei capelli e la possibilità di farsi visitare da un medico. Infine recentemente abbiamo avviato piccoli progetti lavorativi per le persone rimaste disoccupate”.
I soldi per poter finanziare questi servizi vengono solo dal volontariato?
“La principale fonte di denaro è il convento, che finanzia le spese necessarie grazie alla generosità dei frati. A darci una mano sono inoltre alcuni benefattori privati (anche da fuori Genova), e gli altri conventi della Liguria che annualmente ci mandano dei soldi perché conoscono la situazione particolarmente difficile di Voltri”.
Le persone bisognose vengono spontaneamente a bussare alla vostra porta o siete voi a cercare chi ha bisogno di aiuto?
“Sono loro che vengono a cercarci. Con la crisi sono aumentati precarietà e degrado, quindi sempre più gente ha bisogno di noi. Sono sempre più frequenti le richieste di un aiuto strettamente economico da parte di famiglie che hanno perso il lavoro e sempre più stranieri non riescono ad ambientarsi nel nostro paese. Ci sono molte persone che vengono anche da fuori Voltri poiché per le parrocchie è sempre più difficile riuscire ad aiutare i bisognosi, il cui numero continua ad aumentare”.
I poveri che aiutate si interessano anche all’ aspetto religioso della vostra comunità?
“Qualcuno si, si interessa. A volte addirittura i musulmani provenienti dal Nord Africa si avvicinano alla nostra fede, e c’ è chi addirittura viene a seguire funzioni religiose o le catechesi. In generale comunque da parte di tutti c’ è grande rispetto per la chiesa. Agli incontri di formazione infatti non trasmettiamo ai volontari solo la mentalità giusta per compiere questo tipo di servizio, ma si affronta anche il lato spirituale della nostra comunità con incontri, preghiere ecc.”
“Purtroppo la nostra mentalità non è sempre adeguata nei confronti dei bisognosi di oggi”, aggiunge Roberto: “sono cambiati i motivi che portano alla povertà e anche le tipologie di persone più colpite, perciò è importante aggiornarsi continuamente.
Oggi il grande problema per queste persone oltre a quello economico è la perdita delle relazioni, che porta ad escludersi dal mondo. La nostra comunità oltre a dare un aiuto concreto tramite, per esempio, il cibo cerca anche di ricostruire delle relazioni, dei punti di riferimento saldi per i più poveri, perché da questi rapporti possano ricostruirsi una vita”.
[dal n°5 de il Voltrese]


